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31 marzo 2009

2009/03/31 "Class action» a Malagrotta, i residenti chiedono i danni

Tratto da ECCE TERRA

«Class action» a Malagrotta, i residenti chiedono i danni


Sono un centinaio, per adesso, ad aver firmato la causa
Intorno all’area della discarica abitano trentamila persone
Da Massimina a Spallette preferiscono chiamarla «causa collettiva», per danni ricevuti dalla discarica di Malagrotta intorno alla quale vivono. Sta per scattare una «class action», a sostenerla finora un centinaio di residenti, ma il numero dei ricorrenti è in crescita

Li
chiamano «malagrottini». Vivono lì intorno, alla più grande discarica d’Europa. Con ville e villette, molte nate quando la discarica destinata a ingoiare 60 milioni di tonnellate di rifiuti era ancora agli inizi. Vivono tutti sotto vento, quelli di Massimina colpiti dal maestrale di mare, Ponte Galeria preoccupata dalla tramontana. Il gran mucchio di rifiuti puzzolenti è lì che rumina, giorno e notte, proroga dopo proroga. Ma ora i malagrottini dicono basta. O almeno chiedono i danni. Sta per essere avviata una class action: da una parte i proprietari di ville e villini disseminati intorno al «bubbone Malagrotta», dall’altra i responsabili della discarica. In mezzo alcune sentenze, l’ultima in autunno che riconosce il danno ambientale prodotto.

«In quanti siamo pronti a chiedere danni per Malagrotta? Un centinaio di residenti, al momento, ma sono numeri destinati a crescere...». Sergio Apollonio, pensionato con la passione per le lingue (ne parla parecchie) e l’Africa (in cui ha lavorato a lungo con l’Undp delle Nazioni Unite), motore del Comitato Malagrotta, sta preparando il manifesto di convocazione dell’incontro per la «causa collettiva». . Punto di riferimento generale, la perizia fatta fare dalla famiglia Scorsoni che ha fatto quantificare il deprezzamento subito dalla loro abitazione, un buon 30% in meno.

Il tam tam corre da tempo per le collinette saliscendi che circondano Malagrotta, tra la borgata di Massimina e la distesa di villette dislocate tra Santa Cecilia, Piana del Sole, Ponte Galeria, Spallette, Casale Lumbroso. Sono trentamila i residenti di questa cintura intorno al bubbone Malagrotta, cinquantamila tracciando un diametro più largo. In cento hanno già aderito all’appello, per primi quelli che abitano di fronte a Testa di Cane, la propaggine più recente del bubbone verso Massimina. Con richieste tra i 50 mila euro e i 100 mila euro il ricorso si preannuncia «pesante».

«Ci conforta anche il recente processo di Firenze per danni ambientali causati dai lavori per l'alta velocità tra Firenze e Bologna - spiega Apollonio. La sentenza riporta 27 condanne e un risarcimento danni di oltre 150 milioni di euro. Il giudice ha riconosciuto 50 milioni di risarcimento rispettivamente a ministero dell'ambiente, regione Toscana e provincia di Firenze. E per cifre da 5 a 25 mila euro per altre 5 parti civili costituite da comuni e province interessate ai lavori».

«Nel nostro caso è importante la sentenza di primo grado dello scorso novembre su Malagrotta - prosegue Apollonio -. Il gestore della discarica è stato condannato per danno ambientale». L’avvocato Francesca Romana Fragale aggiunge: «I principi generali del danno sono disciplinati dal codice civile: chi compie un danno doloso o colposo è obbligato al risarcimento, le emissioni fuorilegge moleste per le persone obbligano a risarcire».

Il Corriere della Sera – Cronaca di Roma, 31 marzo 2009

Paolo Brogi

30 marzo 2009

2009/03/30"Ci siamo sempre chiesti quale criterio viene adottato per esaminare una richiesta e poi concedere l’autorizzazione?"


Tratto da www.cancelloedarnonenews.com
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO:


Ci siamo sempre chiesti quale criterio viene adottato per esaminare una richiesta e poi concedere l’autorizzazione.
Come avviene il dibattito, la validità della documentazione prodotta, e chissà cos’altro.
Tuttavia, a noi appare molto insolito che una infrastruttura industriale, vetusta, molto contestata, possa proporsi per ottenere tale autorizzazione, e se come pensiamo, tale autorizzazione verrà concessa, allora non capiamo quali elementi la Commissione AIA abbia considerato per sostenere la concessione autorizzativa.
Poi questi Commissari sono veramente competenti ed oculati?
Secondo quanto è emerso, (v. Espresso n° 45 13 novembre 2008), vi sono molti dubbi sia sulla competenza, che sul conflitto di interessi.
AIA
L’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) è il provvedimento che autorizza l’esercizio di un impianto, ovviamente a determinate condizioni : garanzia di conformità alla Decreto Legislativo 59/05 di recepimento della direttiva comunitaria 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate all’inquinamento (IPPC)
L’Avviso Pubblico di Avvio del Procedimento per il rilascio di Autorizzazione Integrata Ambientale per l’esercizio della Centrale termoelettrica di San Filippo del Mela (Me), di potenza nominale pari a 3.264 MW termici e a 1280 MW elettrici, da parte del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare , è avvenuto in data 5 aprile 2007, poi forse ci sono state proroghe.
Si precisa altresì che, l’Autorizzazione Integrata Ambientale sostituisce ad ogni effetto ogni altra autorizzazione, visto, nulla osta o parere in materia ambientale previsti dalle disposizione di legge e delle relative norme di attuazione. Sono fatte salve le disposizioni relative al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose.
Le aziende a tal punto debbono obbligatoriamente raggiungere determinate prestazioni ambientali,
La centrale di S. Filippo del Mela ha una storia di aggiustamenti tecnologici di scarsa funzionalità rispetto al quadro normativo, grazie alla carenza di controlli nonché protocolli di monitoraggio. Ma su questo aspetto ci soffermeremo in altro documento, adesso è più urgente far comprendere le strategie poste in essere per ottenere la sospirata autorizzazione, malgrado gli accadimenti e le forme di emissioni durante la fase notturna, i cui boati, oltre turbare la quiete della Valle del Mela, annunciano scarichi a manetta e conseguente formazione di nubi dense visibili anche a cielo scuro.
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2009/03/30"CIVITAVECCHIA, CENTRALE TIRRENO POWER: PRESUNTE IRREGOLARITA' ?"


Tratto da UNONOTIZIE.IT)
CIVITAVECCHIA (ROMA) / 06-03-2009
CIVITAVECCHIA, CENTRALE TIRRENO POWER: PRESUNTE IRREGOLARITA' ?
DELLE EMISSIONI PARLO' ANCHE IL MESSAGGERO


Spett.le ARPA – LAZIO
UFFICIO Ambiente - Sez. provinciale di Roma
pc.: SINDACO
del Comune di
CIVITAVECCHIA
pc: ASSESSORE ALL’AMBIENTE
Regione Lazio
pc: PROCURATORE DELLA REPUBBLICA
CIVITAVECCHIA

I Verdi di Civitavecchia:
- premesso che la centrale termoelettrica denominata “Torre Valdaliga Sud” di proprietà di “TIRRENO POWER” sita a tre chilometri dal centro della città di Civitavecchia ha in esercizio tre gruppi termoelettrici trasformati “a ciclo combinato” sulla base di decreto ministeriale del 2001, che ha stabilito la contestuale dismissione di un preesistente quarto gruppo ad olio combustibile;
- che tuttavia, per ragioni contingenti, l’esercizio della sezione termoelettrica n. 4 è stato nuovamente autorizzato in via provvisoria limitatamente al periodo gennaio – marzo 2006 con il ritorno temporaneo all’utilizzo di olio a basso tenore di zolfo (BTZ);
- che, inopinatamente, quel gruppo elettrico, che dovrebbe essere inattivo esattamente da tre anni, non soltanto è in funzione, ma diffonde nel cielo cittadino preoccupanti emissioni, inutilmente segnalate dagli abitanti e dalla stampa locale (“Una cappa che in poco meno di mezz'ora ha cancellato dall'orizzonte anche la ciminiera vedetta di Torrevaldaliga Nord” - Il Messaggero, 3 marzo 2009);

Chiedono di conoscere:
- se la riattivazione del quarto gruppo della centrale di Torrevaldaliga-sud sia stata nuovamente autorizzata e per quale durata; se tale eventuale autorizzazione sia stata preceduta da valutazione di impatto ambientale (VIA) e da autorizzazione integrata ambientale (AIA) da parte delle Istituzioni a ciò preposte;
- se siano note la consistenza e la qualità dei fumi emessi dall’impianto, se siano previsti controlli delle emissioni e sulla base di quali parametri.
I Verdi chiedono a codesta Agenzia Regionale di promuovere interventi di controllo sollecitando, se del caso, le Istituzioni competenti a disporre la cessazione di un’attività indebita e pericolosa e l’applicazione delle sanzioni civili e penali di legge.

Per i Verdi di Civitavecchia
il Coordinatore Mario Dei Giudici

2009/03/30"Inceneritori e nanoparticelle"

"Inceneritori e nanoparticelle"
di Paolo Girotto - 27/01/2009
Fonte: Disinformazione
La giornata di domenica all’Auditorium della BCC di Campodarsego ha stimolato molte riflessioni che almeno in parte sento la necessità di condividere con tutti voi.Devo poi ringraziare per la sensibilità, l’interesse e la responsabilità civile dimostrata dalle centinaia di partecipanti da ogni parte del Veneto: è la testimonianza di una speranza per un futuro migliore che non muore …mai!
Possiamo dire, senza tema di smentita, che ci troviamo sulla “linea del Piave”: retrocedere o fare finta di niente ancora non è più possibile senza essere considerati, giustamente, corresponsabili con i progetti criminali che qualcuno vuole fare subire agli italiani soprattutto ai bambini.
La Dr. Patrizia Gentilini , oncologa, fondatrice dell’ISDE, lo ha detto a chiare lettere: i dati e studi scientifici sono già ampiamente stati fatti e dimostrano inequivocabilmente che NON SI PUO’ INCENERIRE SENZA UCCIDERE nel tempo molte vite umane "soprattutto tra i bambini".
Qualsiasi tipo di combustione, di qualsivoglia tipo di sostanza genera enormi quantità di fumi composti di particelle chimiche, le più diverse, in grado una volta respirate di localizzarsi nei diversi organi del corpo e fare sviluppare, nel tempo, neoplasie tissutali o del sangue come vari tipi di leucemie. Lo spazio per i dubbi non c’è più, c’è solo la possibilità di opporsi oppure fare finta di niente come gli struzzi in situazioni di pericolo!
Il latte vaccino a Brescia è pesantemente contaminato da diossine. Questo dato di fatto anziché fare promuovere uno studio esteso sul territorio circostante, al fine di stabilire la causa prima di una situazione così grave, ha portato all’incriminazione degli allevatori le cui vacche hanno prodotto latte alla diossina!
Siamo ben oltre la già colpevole idiozia! Nessuna parola, né indagine sulla “bomba ecologica” più grande d’Italia, cioè il mega inceneritore (sempre chiamato termovalorizzatore, per la qual cosa tutti noi paghiamo multe salate alla EU che ci ha condannato per l’utilizzo di appellativo ingannevole!!!).leggi tutto

29 marzo 2009

2009/03/29 DA"Gualdo Cattaneo " un capolavoro di Informazione strumentale


Tratto dal "BLOG DEL COMITATO PER L'AMBIENTE DI GUALDO CATTANEO.

Solo se avete lo stomaco buono:
LEGGETE ATTENTAMENTE


Nell'immagine è riportato un articolo pubblicato un mese fa dal Corriere dell'Umbria, quotidiano a diffusione regionale...
L'articolo in questione è, nel suo genere, un capolavoro.

Trattasi della trasposizione "giornalistica" di uno studio di NOMISMA (sì, avete capito bene, quella di Prodi) nel quale, come in un campionato mondiale di arrampicata sugli specchi, si cerca disperatamente e maldestramente di dare a bere agli animi semplici il concetto per cui il carbone sarebbe amico dell'ambiente.
Parlano di basse emissioni di polveri sottili rispetto al traffico (3% contro 42%) senza specificare che le micro- e nanopolveri emesse dal traffico urbano sono di diametro assai maggiore (PM10), e per questo molto meno volatili quindi pericolose di quelle emesse da centrali termoelettriche, cementifici ed inceneritori di rifiuti (dal PM 2,5 fino al PM 0,01).

Parlano di "zero impatto" riguardo ai metalli pesanti sui suoli agricoli, ovviamente omettendo di citare i due biomonitoraggi effettuati nel 2005 e nel 2006 i quali certificano, in maniera del tutto incontrovertibile, delle concentrazioni tutt'altro che trascurabili di metalli pesanti quali ARSENICO, VANADIO, ZINCO, CADMIO e via dicendo.

Parlano di economicità della produzione energetica da combustione del carbone senza fare il minimo accenno alle spese sanitarie conseguenti all'aumento dell'insorgenza di malattie quali asma, broncopneumopatie, enfisema e svariati tipi di cancro (cancro al polmone, linfomi, mielomi, leucemie e policitemia), in relazione alle quali il carbone è il principale indiziato.

Riportano, in maniera chiaramente falsa e strumentale, i dati sull'aumento e i consumi di carbone omettendo di specificare che detti aumenti sono dovuti alla mancanza di politiche ambientali serie e lungimiranti in Cina ed in India, i due colossi economici emergenti che ben presto dovranno fare i conti con la scelleratezza delle loro scelte in materia di produzione energetica.(E Temiamo non solo loro)
Non dicono che nel mondo occidentale il consumo di carbone è in netto calo: la Germania ha dichiarato che entro il 2030 sarà in grado di produrre energia da fonti rinnovabili per un equivalente del. 45% del proprio fabbisogno
Non dicono che, ad oggi, la principale fonte di produzione energetica è l'eolico, che nel 2006 ha superato il nucleare. Questo i signori di NOMISMA non lo sanno o, se lo sapevano, si sono guardati bene dal farlo sapere alla gente.
Parlano di coesistenza di centrali a carbone ed agricoltura di pregio, parlano di convivenza possibile con le popolazioni evitando accuratamente di tirare in causa le numerose vertenze territoriali che vedono cittadini determinati a far rispettare i propri diritti sanciti dalla Costituzione e da numerose leggi comunitarie, in primis il "principio di precauzione": a Gualdo Cattaneo, a Civitavecchia, a Tarquinia, a Brindisi, a Genova e a Porto Tolle la gente si organizza per scongiurare i pericolio derivanti dalla messa in funzione di queste fabbriche di devastazione e morte.
Spesso con risultati incoraggianti, come la recente condanna in appello degli ex dirigenti della centrale Polesine Camerini.

Ma la chicca vera e propria arriva a fine articolo.
Citiamo testualmente: "La percezione del carbone resta però negativa, non pensando che persino in farmacia si dispensano i carboni attivi e nell'agricoltura tradizionale i contadini utilizzavano come fertilizzanti le ceneri; è dunque lo scarto della combustione a concimare i terreni, non a degradarli".

Le cose sono due: o l'autore del comunicato stampa è un bambino di terza elementare che, magari distratto dal volo delle rondini, per un attimo ha dimenticato che carbone fossile e carbone vegetale sono due cose ben diverse, oppure è un adulto che in maniera subdola e diabolica ha tentato di confondere le idee a quella larga schiera di persone inesperte che in buona fede tendono a credere a ciò che viene veicolato dai tradizionali mezzi di informazione.
Mettere sullo stesso piano le ceneri tossiche delle centrali a carbone e la cenere del caminetto domestico è cosa quantomeno rivoltante.
In un simile contesto scrivere che in farmacia "dispensano carboni attivi" senza specificare che si tratta di carbone vegetale, ottenuto dalla cottura della legna in assenza di aria (come fanno vedere nella rievocazione della "cotta del carbone" a Pomonte), ben diverso dal carbone fossile estratto a centinaia di metri di profondità nelle minierie cinesi o indonesiane, contenente salubri principi attivi quali arsenico, mercurio, cadmio e radon (isotopo in forma gassosa dell'uranio che rende il carbone fossile radiattivo) è un giochetto da squallidi prestigiatori d'avanspettacolo.
La cosa tragica è che qualcuno, in buona fede, avrà abboccato all'esca e magari ora è convinto che dalle ciminiere della centrale di Ponte di Ferro esce dell'ottimo aerosol all'eucaliptolo.
Non ci avventuriamo in ulteriori considerazioni, anche se si potrebbero riempire diverse pagine sull'argomento.
Ci auguriamo che, un giorno non lontano, la legge sia determinata a sanzionare un simile uso dell'informazione.

2009/03/29 "ITALIA, CARBONE: COME IN GRAN BRETAGNA AVVIARE RICHIESTE DI RISARCIMENTO"


Tratto da "Unonotizie"
REGNO UNITO / 27-03-2009
ITALIA, CARBONE: COME IN GRAN BRETAGNA AVVIARE RICHIESTE DI RISARCIMENTO

GRAN BRETAGNA Centinaia di migliaia di operai del Regno Unito hanno ottenuto una vittoria storica: il riconoscimento dei danni alla salute causati dall’inalazione di polveri di carbone, la loro quantificazione e il relativo risarcimento economico.
Sono state presentate oltre 600.000 richieste d’indennizzo per i danni conseguenti l’inalazione di polveri di carbone.
Il danno riconosciuto e oggetto del risarcimento è la Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO). Questa è una malattia dell'apparato respiratorio caratterizzata da un'ostruzione irreversibile delle vie aeree, di entità variabile secondo la gravità.

La BPCO (nota in inglese come COPD, Chronic Obstructive Pulmonary Disease) è solitamente progressiva ed è associata a uno stato d’infiammazione cronica del tessuto polmonare.La conseguenza a lungo termine è un vero e proprio rimodellamento dei bronchi, che provoca una riduzione consistente della capacità respiratoria.
Ad aggravare questo quadro clinico è l’aumento della predisposizione alle infezioni respiratorie di origine virale, batterica o fungina.
Non esiste al momento una cura efficace, ma sono disponibili diversi trattamenti per controllare i sintomi e per evitare pericolose complicanze.
Sebbene il fattore di rischio più importante sia il fumo di sigaretta, la BPCO è una nota complicanza dell’esposizione cronica alle polveri di carbone.
Invitiamo tutti gli operai che durante la loro attività lavorativa siano stati in contatto con le polveri di carbone e sono affetti da sintomi importanti a carico delle vie respiratorie, a recarsi dal proprio medico di fiducia per escludere una BPCO, un suo eventuale rapporto causale con il lavoro svolto e, se così fosse, l’inizio anche in Italia come nel Regno Unito di una richiesta di risarcimento nelle sedi opportune.

Coordinamento Nazionale dei Comitati dei Medici per l’Ambiente e la Salute (Lazio) Società Internazionale dei Medici per l’Ambiente (Alto Lazio)

27 marzo 2009

2009/03/28 "SCHEDA TECNICA SULLE CENTRALI A CARBONE - WWF ITALIA 2009"

Tratto da WWFItalia 2009
Il “carbone pulito” costituisce in se una definizione impropria e fuorviante dal momento che i dati
di emissione di questi impianti (e del combustibile carbone) presentano performance enormemente peggiori rispetto a quelle di un ciclo combinato a gas. In sostanza confrontando la migliore tecnologia a carbone (impropriamente detto “pulito”) riscontriamo che, malgrado la presenza dei desolforatori, i livelli di anidride solforosa risultano ben 140 volte quelli emessi da un ciclo combinato a gas. Analogamente la presenza di denitrificatori permette di ridurre le emissioni di ossidi di azoto, ma queste restano comunque circa 4,5 volte superiori rispetto a quelle del gas.
Per quanto riguarda le emissioni di polveri fini (PM), anche con l’introduzione di filtri a manica, queste risultano ben 71 volte superiori rispetto a quelle del gas. Occorre però anche dire che la capacità di trattenere il particolato da parte dei filtri a manica si limita al PM10;
i filtri sono assai meno efficaci sul PM2.5 e praticamente inutili per trattenere le polveri ultra fini , che, proprio per le loro dimensioni ridotte sono in grado di penetrare negli alveoli polmonari veicolando pericolosi contaminanti all’interno del nostro organismo, fattore questo che costituisce oggi la causa più importante di incremento della mortalità e della morbilità
La combustione del carbone costituisce poi una delle principali cause di inquinamento da mercurio che, penetrando nella catena alimentare dell’uomo, soprattutto attraverso i pesci, può causare ritardo mentale, difficoltà di apprendimento, ritardo nello sviluppo neurologico, deficit del linguaggio, della funzione motoria, dell’attenzione. Svariati studi condotti in nord america correlano i forti rischi di esposizione al mercurio con le prime fasi dello sviluppo embrionale.
Il processo di combustione del carbone rilascia anche svariate decine di sostanze tossiche inquinanti, tra cui Arsenico, Cromo e Cadmio che sono causa di gravi patologie.
Altri aspetti

Nel valutare l’impatto ambientale delle centrali a carbone (anche quello “pulito”) si deve tenere conto di molti altri aspetti, ad iniziare dalla dispersione delle polveri durante le operazioni di approvvigionamento delle materia prime e della movimentazione dei materiali da smaltire (carbone, calcare, gesso e ceneri).
Occorre quindi considerare che una centrale della potenza di circa 2.000 MW (ad es. come quella di Civitavecchia), brucerà circa 5.000.000 di tonnellate all’anno di carbone che produrranno oltre 550.000 tonnellate di ceneri da smaltire.
La centrale consumerà poi oltre 1 milione di metri cubi di acqua all’anno per gli impianti di raffreddamento e quasi 2,5 milioni per desolforatori. L’impianto produrrà ogni anno quasi 1 milione di metri cubi di acque inquinate e 6.000 tonnellate di fanghi derivanti dal trattamento delle acque che dovranno essere smaltite in discariche per rifiuti speciali .


leggi tutto il documento

2009/03/28 "Maglie, la Provincia blocca l'inceneritore"

Lecce, chiuso l'inceneritore di Maglie: troppa diossina

pubblicato: giovedì 26 marzo 2009 su Ecoblog.it

Chiuso l'inceneritore di maglie Chiuso, fino a che non sarà dimostrata la regolarità, attraverso le analisi dell’ARPA Puglia, l’inceneritore di Maglie, in provincia di Lecce, poiché la zona risulta essere contaminata dalla diossina.

La decisione è stata presa dal Sindaco di Maglie, Antonio Fitto, dal responsabile dell’ARPA Puglia, Giorgio Assennato e da Gianni Scognamillo Assessore provinciale all’ambiente. Sopese nella zona anche le attività agricole, la mungitura del latte e la macellazione dopo che in un azienda agricola di Cursi è stata rilevata la presenza di diossina nel latte di ovini e bovini il doppio, 12,83 picogrammi, del limite consentito dalla legge (6 picogrammi x grammo).

Tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno

LECCE - La Provincia di Lecce ha revocato alla Copersalento, che gestisce l’inceneritore di Maglie (Lecce), l’autorizzazione ad esercitare l’attività in regime ordinario. Il provvedimento, firmato dal dirigente del servizio "Rifiuti, scarichi ed emissioni", Dario Corsini, è in fase di notifica. Lo rende noto la stessa Provincia. In precedenza la Copersalento era stata autorizzata perchè i quantitativi di combustibili trattati erano superiori a quelli consentiti in regime di procedure semplificate.

L’efficacia dell’autorizzazione era subordinata al rispetto dei limiti delle emissioni e all’adeguatezza e funzionalità dell’impianto. In un rapporto di prova del 10 luglio 2008 redatto dopo un controllo dell’Arpa Puglia, ricorda la Provincia, era stato registrato un superamento di 420 volte dei limiti di emissione di diossina. Per questo motivo la Provincia aveva disposto l'immediata sospensione dell’utilizzo di combustibile da rifiuto (cdr).

Una serie di guasti tecnici all’impianto, conclude la nota, ha impedito ulteriori monitoraggi, ed è inoltre scaduto il termine di 90 giorni, a partire dall’ottobre 2008, assegnato alla Copersalento per rendere ottimale l’impianto e controllarne le emissioni.

27/3/2009

Via | Gazzetta del Mezzogiorno, Lecce prima

2009/03/27"LAZIO, CIVITAVECCHIA: RUBATA ANCHE L'ARIA. NEL TERRITORIO COMUNALE L'ILLEGALITA' SI DIFFONDE, SENZA CONTROLLI."

CIVITAVECCHIAROMA Tratto daUNONOTIZIE.IT 27-03-2009
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Al calar del sole dalla centrale ufficialmente non ancora in funzione fuoriesce una tenebrosa cappa che avvolge la città. E i controlli?

Sonni tranquilli per i civitavecchiesi e i comuni limitrofi, tanto c'è mamma Enel che ci guarda e ci protegge.

Come il fumo biancastro e denso che martedì sera, come immortalato dalla foto inviataci da alcuni no coke, fuoriusciva dai camini della centrale di Torre Valdaliga Nord avvolgendo cupamente l'intera città di Civitavecchia.

Centrale a cosiddetto carbone pulito che, ufficialmente, non è ancora in funzione e quindi non dovrebbe produrre alcun fumo.

Fermo restando che invece i fumi escono eccome, ovviamente quando il sole cala e la notte oscura alla vista della maggior parte dei cittadini l'esalazione “pulita” che esala il lungo camino biancorosso, secondo una chiara strategia aziendale per cui “occhio non vede, cuore non duole”.

Chi mai infatti controllerà che cos'è quel fumo uscito dalla ciminiera?

Sicuramente nessuno, dato che, come ricordano i comitati no coke, attualmente non vi possono essere controlli dal momento che secondo il Ministero dello Sviluppo Economico quella attuale non è una fase da sottoporre a controllo.

E il Sindaco?

E l'assessore all'Ambiente?

E l'Osservatorio ambientale?

Ci sono in questa città?

Esistono davvero?

Come sono lontani quei tempi in cui si discuteva della centrale a carbone ed Enel, politici, imprese e pro coke si sperticavano per rassicurare i cittadini che i controlli sull'inquinamento di Tvn sarebbero stati ferrei e non c'era nulla da temere.

Eccoci serviti.

Comitato dei Cittadini Liberi

comitatocittadiniliberi@yahoo.it

2009/03/27 "La tutela penale dell’ambiente nella direttiva 2008/99/CE "

Tratto da "Vetrina.ilsole24ore"


Il provvedimento fa seguito anche a due sentenze della Corte di Giustizia


La tutela penale dell’ambiente nella direttiva 2008/99/CE

Nella convinzione che, in assenza di uno standard normativo minimo o di un consolidato acquis comunitario relativo ai reati ambientali,
soltanto l’introduzione di sanzioni penali
possa assolvere a un grado sufficiente di deterrenza, in maniera ben più pregnante e qualitativamente diversa rispetto alle sanzioni amministrative o ai meccanismi risarcitori propri del diritto civile, è stata pubblicata la direttiva 2008/99/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008, al fine di ottenere che gli Stati membri introducano, nel proprio diritto penale interno, disposizioni che possano garantire una più efficace tutela dell’ambiente.
I reati sanzionabili coprono un vasto “ventaglio”, andando dallo scarico, l’emissione o l’immissione illeciti nell’aria, nel suolo o nelle acque, di un quantitativo di sostanze o radiazioni ionizzanti, fino alla produzione, l’importazione, l’esportazione, l’immissione sul mercato o l’uso di sostanze che riducano lo strato di ozono.

Il testo integrale della direttiva 2008/99/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008 è disponibile nella sezione“Documentazione integrativa” del sito www.ambientesicurezza. ilsole24or.com.

Condiderazioni di Uniti per la Salute

Per una più approfondita conoscenza di come andrebbe tutelato il nostro ambiente e la nostra salute è sempre importante conocere la nuova normativa comunitaria ,a cui tutti gli stati membri si dovranno necessariamente adeguare .sia come cittadini che come pubblici amministratori. Leggi tutto

25 marzo 2009

2009/03/26 "Acerra, Berlusconi anticipa a oggi la visita all'inceneritore e il Vescovo Rinaldi si rifiuta di benedirlo"

Tratto da "Ambienti blog di resistenza ambientale"

CON L’INCENERITORE DANNI AL DNA

A monitorare l’inceneritore di Acerra i medici dell’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente Bertolaso non li ha voluti. Probabilmente lo avrebbe messo in imbarazzo dare spiegazioni a colleghi o ex colleghi (Bertolaso è anche medico) sui benefici effetti di quell’impianto in un territorio per giunta già pesantemente colpito dall’inquinamento. Alla vigilia dell’inaugurazione, i medici dell’Associazione, sezione italiana dell’ISDE (International Society of Doctors for the Environment), ritengono che i rischi siano gravi. Li ricorda qui brevemente il dottor Gaetano Rivezzi, pediatra dello staff per l’assistenza neonatale nell’ospedale San Sebastiano di Caserta, che interviene in qualità di vicepresidente per il Sud Italia di Medici per l’Ambiente.

VELENI NELL’ORGANISMO DAL MEGAIMPIANTO DI ACERRA

di Gaetano Rivezzi - medico pediatra, vicepresidente di ISDE Italia ^

Impegnati per la tutela dell’ Ambiente e della Salute, riteniamo che la costruzione e la prossima accensione del megaimpianto di incenerimento di Acerra rappresenta un grave atto di irresponsabilità scientifica e sanitaria e un molto discutibile intervento industriale. Le nostre neomamme e i loro figli subiranno un molto probabile danno di salute irreversibile con l’accumulo degli invisibili contaminanti ambientali che si produrranno dall’incenerimento di ogni tipo di materiale, anche di plastiche, gomme, assemblaggio di sostanze chimiche.più o meno pericolose che si accumulano nel nostro organismo producendo danni al DNA.
Studi scientifici, documentati e resi evidenti anche dal nostro comitato scientifico dell’International Society Doctors for Environment, dimostrano il pericolo che l’ incenerimento industriale di questo livello arreca alla salute. Il controllo ambientale in questi anni è mancato, a volte è stato nascosto, oppure sottovalutato, nonostante i 15.000 animali abbattuti nel territorio Acerra-Nola-Caserta perché avvelenati da diossina nel 2003. E nonostante il rilievo nelle erbe e nei terreni di furani, pcb e diossine e metalli pesanti, come si vede dalle mappe dell’ Arpac, e il riscontro di Diossina e PCB diossino-simili nel latte di 100 donne di Caserta e Napoli. Le corrette modalità di funzionamento dell’impianto, e soprattutto il monitoraggio di salute che si prevede, non sono state ben illustrate, non consentendo ad esempio alla nostra associazione scientifica di partecipare alla fase di controllo.
Le innumerevoli risorse economiche impegnate in questa scellerata gestione - si tratta di 1,5 miliardi di Euro di soldi pubblici! - dovevano essere spese per il benessere e la salute dei cittadini della Campania, evitandoci l’umiliazione della spazzatura e la patologia ambientale che sta crescendo nella nostra popolazione con un netto aumento di malattie endocrine e tumorali.


Il vescovo di Acerra, Don Giovanni Rinaldi, annuncia: “Non benedirò inceneritore”
ACERRA - “Mi hanno chiesto di benedire l’inceneritore in occasione dell’inaugurazione del 26, ma non me la sento”. Questa la decisione di Don Giovanni Rinaldi, Vescovo di Acerra, all’indomani della condivisione del suo pensiero con i fedeli, prima della benedizione della messa celebrata domenica nella cattedrale. Il Nolano.it ha incontrato Sua Eccellenza questa mattina. “La mia scelta è frutto di una decisione presa in accordo con l’intero Consiglio Episcopale, col quale mi sono confrontato - ha dichiarato Rinaldi - In tutta coscienza non posso condividere un qualcosa contro cui ha lottato anch’io. Non è un mistero la mia presenza e la mia partecipazione alle manifestazioni di questi anni contro l’apertura dell’impianto - ha proseguito - perché ritengo che la vita, quindi per estensione anche la salute pubblica, sia il bene più prezioso e la cosa più importante che le istituzioni devono garantire”. leggi tutto l’articolo su ilnolano.it ^


Da Nola interviene Don Aniello Tortora : “La salute della gente è sacrificata al totem del profitto economico”
Giovedì 26 marzo sarà inaugurato l’inceneritore di Acerra. Sarà il secondo in Italia (su 50) e, in progress, quando arriverà a pieno regime, sarà capace di smaltire 200/300 tonnellate di rifiuti al giorno. Non tocca certo a me, né alla Chiesa, dare soluzioni o indicazioni tecniche ai problemi. Tocca alla politica e agli esperti. Ma quando è in gioco la salvaguardia dell’ambiente, la salute della gente, la dignità delle persone, il pericolo del saccheggio di un territorio svenduto per speculazioni economiche, in una parola, quando non si persegue il “Bene Comune”, la Chiesa ha il diritto-dovere di intervenire sul piano etico-valoriale. leggi tutto l’articolo su ilmediano.it ^


Tratto da ambienti.wordpress.

Berlusconi & Bertolaso hanno invitato 400 persone ad Acerra per l’inaugurazione dell’inceneritore.

A B&B ha provocato un certo disappunto Don Giovanni Rinaldi, vescovo di Acerra, che l’invito alla festa non lo ha accettato. I due campioni dei rifiuti, senza perdersi d’animo, si sono rivolti ai superiori: hanno convocato il cardinale di Napoli Crescenzio Sepe. E se avesse rifiutato anche lui? A quali più alti gradi si sarebbero appellati il premier e il suo sottosegretario? Al Vaticano? Ancora più su?
Il cardinale Sepe, perciò, probabilmente ad Acerra presenzierà. Per placare gli animi, che in questo caso somiglia molto all’addormentare le coscienze. La Chiesa è ferma e compatta nel difendere tutta la natura creata e ogni alito di vita. Molto coerente. Ma di fronte all’inceneritore le posizioni si complicano in modo preoccupante. Il problema teologico sarebbe: in che rapporto sono la natura creata e l’alito della vita con gli aliti velenosi e le micidiali nanopolveri che usciranno dalle ciminiere industriali di Acerra? Nella Chiesa Campana avremo lo scisma della munnezza?
Gli acerrani appaiono in generale confusi e malinconicamente rassegnati. All’inaugurazione dell’inceneritore, ma non a respirare ciò che diventerà l’aria di qui. Da anni ad Acerra non si sentivano tra la gente, in privato, tanti progetti di andare via per sempre. Soprattutto da quando, nelle ultime ore, si è saputo cheAndrea Gerlando, il secondo pastore morto per tumore da inquinamento ad Acerra, un anno fa, aveva il corpo impregnato di diossina e di altri “veleni vecchi” locali ^ .
Pubblicamente sono previste due manifestazioni di protesta. Una oggi, organizzata dal movimento campano Rifiuti Zero, corteo in partenza alle 16.30 da piazza Duomo di Acerra. Una domani, con presidio in piazza Castello a partire dalle 10 . Per dire le ragioni del no, a voce e per iscritto, con insegnanti, avvocati, medici. In sintonia con le manifestazioni organizzate dall’associazione nazionale Diritto al Futuro ^ nelle piazze di varie città italiane, dal 26 al 29 marzo, per denunciare la truffa del sussidio CIP6 concesso ai gestori degli inceneritori. Un “affare” in contrasto con la Direttiva 2001/77 dell’Unione Europea che esclude la possibilità di sovvenzionare con i “certificati verdi” fonti energetiche non rinnovabili e per niente “pulite”.
Un fronte battagliero è quello dei medici che non ci stanno ad assistere e a tentare di rimediare in silenzio agli effetti dell’inceneritore sulla salute pubblica. Loro lo sanno quello che potrà accadere ai nostri corpi con l’aerosol di Acerra. Hanno preso posizione i Medici per l’Ambiente, con un intervento del vicepresidente Gaetano Rivezzi ^ , e in un articolo oggi su la Repubblica edizione Napoli la giornalista Conchita Sannino ha raccolto l’appello di Felicetta Parisi, neonatologa all´ospedale San Giovanni Bosco di Napoli. “Si capisca - ha detto la dottoressa Parisi - che i miei colleghi medici hanno il dovere di scendere in campo. Così, domani, i loro figli e i loro nipoti non gli diranno: cosa avete fatto. Dobbiamo dire no a questa bomba ecologica. Che va ad aggravare una strage che è già in corso. Tra poche ore si riunisce l´Ordine dei Medici di Napoli per dire la sua. Sono mobilitati alle 16.30 di oggi. Usciremo con il camice bianco e il nastrino nero”.

Tratto da Eco blog.it

Ma anche con la defezione del Vescovo Rinaldi, l’inceneritore sarà comunque inaugurato anche se sarà realmente attivo da novembre. Ma cosa si brucerà? Le ecoballeCDR-Q, ma dal video proposto su e girato dai ragazzi del meetup sembra che nel forno ci finisca davvero di tutto. ovviamente.

Intanto è arrivata la sentenza n. 1028/09 del TAR del Lazio a cui si erano aggrappati i cittadini che speravano di fermare l’inceneritore.

E la risposta spazza via ogni possibilità:

L’autorizzazione al costruendo termovalorizzatore di Acerra al trattamento di rifiuto tal quale in deroga all’aggiornamento del parere di compatibilità ambientale del 2005 è Ammissibile, ma improcedibile.

In sostanza Il TAR del Lazio dice di non essere competente in materia e che è necessario rivolgersi al Consiglio di Stato. Resta in piedi solo il ricorso alla Corte Europea.


INCENERIRE I RIFIUTI NELLA CENTRALE A CARBONE: UNA PAZZIA!

Dr. Ghirga Giovanni Portavoce del Coordinamento dei Medici per l’Ambiente dell’Alto Lazio

Gli inquinanti emessi dall’incenerimento dei rifiuti si disperderebbero come inquinanti gassosi nell'ambiente, insieme ad anidride carbonica, micro e nanopolveri, particolati secondari, pesticidi, diossine e molte altre sostanze tossiche.
Gli inceneritori, inoltre, sono anche dei produttori di rifiuti. La materia, infatti, non può essere distrutta ma solo trasformata in forme diverse.
Quando i rifiuti vengono bruciati, si formano nuove sostanze tossiche sotto forma di gas, di ceneri e di materiale intrappolato nei filtri.

Le ceneri, altamente nocive,rappresentano circa 1/3 del peso dei rifiuti bruciati dai quali originano e circa il 45 % del peso dei rifiuti stessi. leggi tutto

24 marzo 2009

2009/03/24"AMBIENTE. Discariche e valutazione impatto ambientale, Commissione Ue contro l'Italia"


Tratto da" Help consumatori"19/03/2009 -


Mancato rispetto della legislazione ambientale in tema di discariche e di valutazione di impatto ambientale: sono questi i due "fronti" che hanno portato la Commissione europea a procedere contro l'Italia. Per il Commissario europeo per l'ambiente Stavros Dimas, "scopo della normativa ambientale dell'Ue è prevenire i danni all'ambiente e ridurre al minimo i rischi per la salute dei cittadini europei. Per garantire ai cittadini la massima protezione sollecitiamo l'Italia a porre rapidamente rimedio alle carenze di alcune norme nazionali in materia ambientale, allineandole a quelle europee."

Due le violazioni contestate. Il primo caso riguarda il fatto che l'Italia non si è ancora pienamente conformata a una sentenza della Corte di giustizia europea che l'ha condannata per non aver adottato la totalità delle disposizioni applicabili alle discariche di rifiuti. La Commissione si appresta dunque a inviare all'Italia un primo avvertimento scritto per inosservanza della sentenza della Corte di giustizia europea sull'inadeguato recepimento della direttiva. La direttiva europea stabilisce misure su localizzazione, costruzione e gestione delle discariche per prevenire o ridurre al minimo l'inquinamento di acque, suolo e aria. Doveva essere recepita entro il 16 luglio 2001 ma l'Italia non ha ancora completato il recepimento delle misure mancanti, specialmente quelle che riguardano i criteri di accettazione dei rifiuti da conferire in discarica.

Il secondo caso riguarda invece la valutazione di impatto ambientale per alcuni grandi opere. La Commissione ha deciso di inviare all'Italia un ultimo avvertimento scritto per l'adozione di una legge che contrasta le norme comunitarie: si tratta dell'ordinanza che istituisce un regime giuridico semplificato per le opere legate alla riunione dei capi di Stato del G8 che si svolgerà durante l'estate sull'isola sarda della Maddalena e per quelle legate alle celebrazioni del 150º anniversario dell'unità d'Italia nel 2011.

L'ordinanza prevede, in particolare, la possibilità di dare inizio ai lavori prima del completamento delle procedure di valutazione dell'impatto ambientale. Secondo l'Europa, gli Stati devono invece provvedere affinché l'autorizzazione di progetti con un potenziale impatto significativo sull'ambiente e l'inizio dei lavori siano subordinati a una valutazione dell'impatto ambientale.

22 marzo 2009

2009/03/19"Sempre a proposito di EMEP e di dati relativi all'inquinamento le nostre preoccupazioni continuano ad aumentare .......

Sempre a proposito di EMEP................
vedi (2009/03/08 " TIRRENO POWER: LE RAGIONI DEL NO!!!!!!!!ALL'AMPLIAMENTO").
Come già detto EMEP è il programma che
produce regolarmente relazioni sulle emissioni, le concentrazioni e le deposizioni di inquinanti atmosferici, la quantità e la rilevanza di flussi transfrontalieri e relativi ai superamenti dei carichi critici e livelli soglia .
Vi stralciamo un ulteriore approfondimento (Anche da far conoscere ad alcuni nostri pubblici amministratori........che hanno molto angelicamente ammesso di ignorarne l'esistenza)

tratto da ARPA VENETO.it

Premessa

Lo Stato Italiano ha aderito con la Legge n.289 del 27.04.1982 Ratifica ed esecuzione della convenzione sull’inquinamento atmosferico attraverso le frontiere a lunga distanza - al progetto internazionale (Enviromental Monitoring European Program – E.M.E.P.) per la valutazione dell’inquinamento transfrontaliero oggetto della Convenzione ECE-ONU del 13.11.1979.

Il programma E.M.E.P. ha previsto, per i paesi partecipanti, l’installazione di una rete di stazioni per la raccolta di campioni di aerodispersi e di precipitazioni sui quali rilevare la presenza di particolari inquinanti atmosferici.

Ora veniamo al nostro territorio Savona cellula n°71/34
Impostando sempre come ricerca
Nazione Italia
Periodo
2006 S1 -combustione di energia e le industrie di trasformazione
dalle mappe ( con relativi valori di emissione per cellula ) che rappresentano sul territorio italiano la distribuzione dei vari inquinanti per tale comparto e prendendo le 16 zone italiane con le cellule con le maggiori emissioni un nostro associato , HA ELABORATO UNA TABELLA MOLTO SIGNIFICATIVA. Eccola ve la proponiamo.


La prima tabella riassuntiva dei principali inquinanti Nox, Sox, PM2,5, NH3, Nmvoc, riporta i 16 siti italiani col maggior inquinamento relativo a , S1 -combustione di energia e le industrie di trasformazione e il relativo valore in Mg
Nella riga sotto la prima tabella è riportato il valore massimo riscontrato nelle 16 località per ogni singolo inquinante. Dividendo ogni singolo valore, tra i 16 dello stesso inquinante, si ricava la seconda tabella tabella , dove a valore 100% corrisponde quindi il luogo con maggior inquinamento, e così di seguito. Questa seconda tabella permette, sommando le percentuali per località, di avere un parametro sommario di classificazione delle varie località: secondo questa operazione sui dati EMEP, Mantova, cellula 75/38, sarebbe con365 %, al primo posto, Savona, cellula 71/34, con 352 % sarebbe la seconda, poi Messina con 308%, Siracusa con 300%, Brindisi con 233%........ Criterio empirico, ma
riteniamo,a nostro parere, possa essere un indicatore che ci fornisca un'immagine relativa al 2006 dell' inquinamento sul nostro territorio.
Nel frattempo la situazione si è ulteriormente modificata con la successiva accensione del nuovo gruppo a turbogas .
E in una siffatta situazione si è talmente audaci da prospettarci un ulteriore potenziamento a carbone e di prospettarcelo come un miglioramento ambientale...........Alchimie dell'industria............
A buon intenditor poche parole bastano! Anzi dovrebbero bastare ......

A noi basterebbe invece il solito, poco usato in politica, pricipio del buon padre di famiglia: chi di dovere cerchi finalmente di agire in modo concreto e adeguato per la situazione ambientale, tutelando le nostre" legittime aspettative di vita e di salute
"che sarebbero assolutamente da difendere e migliorare senza ulteriori spade di Damocle sul nostro futuro.

2009/03/22 "Inceneritori : qualita' del dibattito e corretta informazione"


tratto da :www.osservatoriosullalegalita.org

Inceneritori : qualita' del dibattito e corretta informazione

Gent.mo Direttore, inoltriamo la lettera firmata da oltre 50 medici e biologi italiani a sostegno di Patrizia Gentilini aggredita verbalmente nel corso di una trasmissione televisiva a Firenze dal candidato sindaco Matteo Renzi, senza rispetto delle regole democratiche e... dell'educazione.Oltre alla lettera aggiungiamo i ritagli de "La Repubblica" e di un giornale locale che hanno diffuso la notizia. Abbiamo spedito oltre 10 giorni fa la lettera a "La Repubblica" per correttezza, visto che aveva diffuso la notizia, ma nonostante diversi solleciti la lettera non è stata pubblicata.

Ruggero Ridolfi

Gent.mo Direttore nell'edizione di Firenze del suo giornale del 25 febbraio scorso è riportato l'articolo sull'apertura della causa civile per diffamazione intentato dalla dr.ssa Patrizia Gentilini nei confronti del presidente della Provincia di Firenze e candidato a sindaco del capoluogo toscano, Matteo Renzi.

Nel corso di una trasmissione televisiva sui problemi dell'incenerimento dei rifiuti e dei possibili effetti sulla salute è emerso tutto il livore di chi, pur di difendere l'attuale gestione del problema, poco si cura del notevole incremento di malattie che potrebbero essere correlate con l'inquinamento ambientale: ci preoccupa, in particolare, il drammatico aumento (del 2% annuo: 20% in 10 anni!) dei tumori infantili .

La dr.ssa Gentilini ha lavorato nel campo dell'oncologia pubblica per circa trenta anni, a stretto contatto con i malati e i loro familiari, dimostrando una professionalità ed una umanità indiscutibili. In ottemperanza all'art. 5 del Codice Deontologico dell'Ordine dei Medici, cui appartiene e di cui è referente per l'ambiente per l'Ordine di Forlì-Cesena, è da sempre impegnata per la Prevenzione Primaria, che trova nella difesa dell'ambiente il punto cruciale della tutela della salute pubblica.

Come oncologa, ha rivolto particolare attenzione all'incremento della patologia neoplastica, anche in ragione del fatto che la letteratura specialistica internazionale ha documentato negli ultimi anni un allarmante incremento di quasi tutte le neoplasie, soprattutto nelle giovani età e nel sesso femminile . Esistono dati allarmanti che riguardano non solo l'Italia, ma anche la Francia e l'Inghilterra, che dimostrano l'alta incidenza tumorale nelle aree intensamente industrializzate e in particolare anche in quelle prossime ad inceneritori .

Su problemi tanto delicati, che riguardano la salute pubblica e l'avvenire di tutti i cittadini e dei nostri figli, si deve dimostrare sempre e dovunque la stessa attenzione e la stessa preoccupazione da parte di tutti. Pur riconoscendo che si possano avere pareri differenti sulle soluzioni da adottare, sarebbe opportuno che chiunque rivesta ruoli istituzionali, prima di affrontare simili argomenti, si documentasse e imparasse a discuterne, specie in sedi pubbliche, con educazione, moderazione e senso di responsabilità.

Il sig. Renzi, invece, non ha soltanto affrontato problematiche tanto delicate e complesse con incredibile leggerezza, ma si è addirittura permesso di usare toni ingiuriosi e sprezzanti, nei confronti di una seria e stimata oncologa. Il breve elenco bibliografico al termine di questa lettera, è dedicato al sig. Renzi perché possa iniziare a documentarsi: potrà trovare, se lo vorrà, amplissima documentazione scientifica sull'argomento.

I medici e biologi firmatari di questa lettera non si limitano a esprimere piena solidarietà nei confronti della dr.ssa Gentilini, per incoraggiarla a proseguire in un impegno che è anche il loro, ma invitano tutti i colleghi e gli uomini di scienza a ricordare le accorate parole del prof. Tomatis, uno dei maggiori oncologi e ricercatori europei, recentemente scomparso, che a proposito della prassi irresponsabile di bruciare i rifiuti, ha dichiarato pubblicamente: "Le generazioni future non ce lo perdoneranno".

Caro Direttore tramite il suo giornale rivolgiamo questo invito a riflettere sui preoccupanti problemi dell'ambiente non solo ai suoi lettori, ma soprattutto ai politici ed agli amministratori del nostro territorio sempre piu' devastato da uno sviluppo vorace e inquinante. Crediamo utile porgere questo appello soprattutto a chi si candida al ruolo di primo cittadino di una grande città, ricordandogli che tra i doveri specifici di un sindaco dovrebbe esserci quello di tutelare la salute dei propri concittadini oltre che di ascoltarli sempre con attenzione e rispetto.

La ringraziamo per lo spazio e l'ascolto che ci ha voluto accordare.

Romizi Roberto, Presidente ISDE Italia
Pizza Giancarlo, Presidente Ordine dei Medici di Bologna
Miserotti Giuseppe, Presidente Ordine dei Medici di Piacenza
Abbate Giuseppina, ISDE, Palermo
Baracca Angelo, Firenze
Bartolini Federico, Medico di Med Generale, Geriatra, Forlì
Bevilacqua Riccardo, Forlì
Bolognini Michelangiolo, Medico Igienista, ISDE Pistoia
Borgo Stefania, Psichiatra, Roma
Burgio Ernesto, Pediatra, Comitato Scientifico ISDE, Palermo
Carpentero Gino, Medicina Democratica, Firenze
Cigala Fulgosi Francesco, Psichiatra, Ferrara
Comella Giuseppe, Oncologia - Ist . Pascale, Napoli
Crosignani Paolo, Medico Epidemiologo Istituto Tumori, Milano
Cristalli Mauro, Biologo Univ. Roma
Degrassi Francesca, Biologa Univ La Sapienza, Roma
Di Giacomo Maria Concetta, Medico Medicina Generale, Padova
Fabbri Muller, Oncologo Ricercatore Columbus U.S.A.
Faggioli Antonio, Libero Docente Igiene Bologna
Filippazzo Maria Gabriella, ISDE, Palermo
Franceschi Paolo, Pneumologo, Savona
Galassi Andrea, Medico Medicina Generale, Forlì
Garetti Gian Luca, Medico Medicina Generale, ISDE Firenze
Generoso Massimo, Pediatra, Presidente ISDE Firenze
Gennaro Valerio, Epidemiologo Istituto Tumori Genova
Ghirga Giovanni, Pediatra, ISDE Civitavecchia
Gotti Stefano, Italia Nostra Forlì
Guerra Manrico, Medico Medicina Generale, ISDE Parma
Laghi Ferdinando, Medicina Interna Castrovillari
Litta Antonella, ISDE Viterbo
Marfella Antonio, Oncologo e Tossicologo, Napoli
Medri Laura, Biologo, Forlì
Migaleddu Vincenzo, Medico Radiologo, Sassari
Milandri Marina, Med di Medicina Generale, Forlì
Mocci Mauro, Medico di Medicina Generale, Roma
Novara Rosanna, Biologo, Torino
Paganini Marco, Neurologo, Firenze
Panizza Celestino, Medico del Lavoro, Brescia
Parisi Felicetta, Pediatra, Napoli
Pedretti Gian Piero, Ostetrico Ginecologo, Forlì
Petronio Maria Grazia, Empoli
Ridolfi Ruggero, Oncologo Endocrinologo, ISDE Forlì
Rivezzi Gaetano, Pediatra, Vice Presidente ISDE, Caserta
Rosetti Danila, Medico Medicina Generale, Forlì
Rosetti Mauro, Veterinario, Forlì
Sibilia Lucio, Psichiatra, ISDE Roma
Silvestrini Rosella, Ricercatore, Milano
Tamino Gianni, Dip. Biologia Università di Padova
Timoncini Giuseppe, Pediatra, Forlì
Tonelli Bruno, Medico Medicina Generale, Forlì
Topino Roberto, Medico del Lavoro,Torino
Valassina Antonio, Ortopedico, Università Gemelli, Roma
Valerio Federico, Chimica Ambientale Istituto Tumori, Genova
Vantaggi Giovanni, Medico Medicina Generale, ISDE Umbria
Vigotti Maria Angela, Dip. di Biologia Università Pisa

Speciale inceneritori

Considerazioni di "Uniti per la Salute"

Riteniamo opportuno sottileneare il massimo rispetto e la massima riconoscenza che noi tutti dobbiamo a Patrizia Gentilini e ai sopracitati medici poichè ci hanno permesso di conoscere ed approfondire le problematiche correlate all'inquinamento ambientale e gli evidenti riflessi negativi sulla nostra salute attuale e sul futuro dei nostri figli.
Cogliamo inoltre l'occasione per incoraggiarli a continuare nel loro essenziale e costante impegno per il futuro di tutti
noi poichè la posta in gioco è alta ma con l'impegno costante di tutte le forze in campo dovremo riuscire a
"A FAR PREVALERE SU TUTTO IL NOSTRO SACROSANTO DIRITTO ALLA SALUTE.
Ci associamo inoltre nell'invito ai politici e agli amministratori presenti e futuri del nostro territorio a riflettere sui problemi del nostro ambiente "sempre più devastato da uno sviluppo poco assennato e inquinante"
......a fare delle scelte decisamente meditate!-
Anche noi crediamo sia molto utile lanciare un appello a chi si candida al ruolo di primo cittadino , anche in comuni più piccoli come il nostro , ricordandogli che tra i doveri specifici di un sindaco dovrebbe esserci quello di tutelare la salute dei propri concittadini con scelte che talvolta possono sembrare coraggiose ma che alla fine pagano poichè tutelano il nostro e il loro bene più prezioso "i nostri figli"
.
"Respiriamo tutti la stessa aria e abbiamo tutti la stessa possibilità di contrarre malattie ambiente correlate" , dovrebbe meditarci sopra
anche il candidato Sindaco di Firenze Matteo Renzi ,attualmente presidente della provincia di Firenze ,e tutti quelli che difendono
"scelte
(ambientali e soprattutto per la salute collettiva ) indifendibili".

21 marzo 2009

2009/03/25"ESPOSTO SU RICONVERSIONE A CARBONE CENTRALE ENEL DI TVN A CIVITAVECCHIA

tratto da (UNONOTIZIE.IT)
CIVITAVECCHIA (ROMA) / 25-03-2009



Tra le ultime notizie da Civitavecchia riceviamo e pubblichiamo l'esposto sulla centrale a carbone ENEL di TVN, presentato da cittadini e Consiglieri di Comuni inquinati, vicini a Civitavecchia.

Per quanto riguarda la foto della centrale ENEL di Civitavecchia, che pubblichiamo, è stata scattata alcune sere fa da un cittadino che ha provveduto ad inviarla ad UnoNotizie. La foto, purtroppo, non ha bisogno di commenti.

Stralciamo la parte finale dell'esposto inviato a

Alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Civitavecchia

Al Comando del Nucleo dei carabinieri – Tutela Ambiente

Al ROAN di Civitavecchia

Al Prefetto di Roma – Dr. Mosca

Al Ministero dello Sviluppo Economico D.G. Energia e risorse Minerarie Ufficio C2 – Mercato Elettrico Via Molise 2 00187 ROMA

Al Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del Mare D.G. Salvaguardia Ambientale Via C. Colombo, 44 00147 ROMA

Per quanto sopra espresso e ripetuto

Considerato che la citata affermazione del Ministero dello Sviluppo Economico, di cui alla nota prot. 0009168 del 21.05.2008, secondo la quale conformemente alle disposizioni normative vigenti in materia, durante le fasi di avviamento in cui si provvede alla messa a punto degli impianti e del ciclo produttivo nel suo complesso, le condizioni di esercizio non saranno soggette alle puntuali prescrizioni, dettate con l’autorizzazione, in termini di limiti alle emissioni per gli inquinanti... omissis…“ è da ritenersi, come sopra evidenziato, fondata su un errato presupposto normativo;

Considerato che l’impianto di Torrevaldaliga Nord, essendo una centrale elettrica da 1980 Mw, è senza dubbio impianto soggetto ad A.I.A come normato dall’allegato V del decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59;

Considerato che la normativa di riferimento per la fase di avviamento di TVN non può essere individuata, per i motivi sopra esposti, nel d.lgs. 152/2006 ma nel d.lgs. 59/2005, sia per quanto riguarda la comunicazione di messa in esercizio, sia soprattutto per quanto riguarda i limiti emissivi;

Considerato che l’art. 7, comma 7, 18-2-2005 del d.lgs. n. 59 dispone “L'autorizzazione integrata ambientale contiene le misure relative alle condizioni diverse da quelle di normale esercizio, in particolare per le fasi di avvio e di arresto dell'impianto, per le emissioni fuggitive, per i malfunzionamenti, e per l'arresto definitivo dell'impianto”;

Ribadito che dal 26 giugno u.s. è in atto la fase di avviamento del gruppo 4 di detta centrale;

Considerato che le fasi di avviamento interesseranno successivamente i due rimanenti gruppi;

Considerato che il decreto del Ministero delle Attività Produttive n°55/02/2003 del 24 dicembre 2003 autorizzativo della riconversione a carbone non contiene in alcuna parte misure relative alla fase di avvio;

Considerato altresì che tale evidente lacuna dell’autorizzazione unica relativamente alla fase di avvio dell’impianto configura, negli effetti, un esercizio in assenza di autorizzazione;

Considerato il pericolo per l’ambiente e la salute della popolazione derivante dalla messa in esercizio dell’impianto senza alcun limite emissivo in violazione di quanto stabilito dal già citato l’art. 7, comma 7, 18-2-2005 del d.lgs. n. 59;

Visto l’art.11 del d.lgs. n. 59: In caso di inosservanza delle prescrizioni autorizzatorie, o di esercizio in assenza di autorizzazione, l'autorità competente procede secondo la gravità delle infrazioni:

a) alla diffida, assegnando un termine entro il quale devono essere eliminate le irregolarità;

b) alla diffida e contestuale sospensione dell'attività autorizzata per un tempo determinato, ove sì manifestino situazioni di pericolo per l'ambiente;

c) alla revoca dell'autorizzazione integrata ambientale e alla chiusura dell'impianto, in caso di mancato adeguamento alle prescrizioni imposte con la diffida e in caso di reiterate violazioni che determinino situazioni di pericolo e di danno per l'ambiente.“

Visto il successivo art.16 del d.lgs. n. 59:

Chiunque esercita una delle attività di cui all'allegato I senza essere in possesso dell'autorizzazione integrata ambientale o dopo che la stessa sia stata sospesa o revocata è punito con la pena dell'arresto fino ad un anno o con l'ammenda da 2.500 euro a 26.000 euro.

Ciò premesso e considerato, i sottoscritti

VOLGONO ISTANZA

Alle Autorità in indirizzo per verificare se nei fatti esposti ricorrano ipotesi di reato e/o comunque violazioni di legge ed, in caso affermativo, procedere secondo le competenze di ciascuna di esse alla emissione di proveddimenti anche di natura cautelare (sospensione della fase di avvio della centrale di Torrevaldaliga Nord) a tutela della salute della popolazione e dell’ambiente e per ripristinare la legalità eventualmente violata.

leggi il il testo integrale dell'esposto per una miglior informazione


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TARQUINIA VITERBO Tratto da UNONOTIZIE.IT/ 26-03-2009

TARQUINIA: MENTRE INDAGA PROCURA DIFFIDA IN COMUNE PER OSSERVATORIO AMBIENTALE CON CIVITAVECCHIA, ALLUMIERE, TOLFA E SANTA MARINELLA

Tra le ultime notizie dall'Etruria Meridionale, una arriva da Tarquinia, nella Maremma Etrusca, dove il Comitato dei Cittadini Liberi diffida i Consiglieri del Comune di Tarquinia a non procedere all’approvazione della delibera inerente la costituzione del Consorzio per l’Osservatorio Ambientale almeno fino a quando la Procura della Repubblica non avrà chiuso l’inchiesta riguardante l’Osservatorio Ambientale di Civitavecchia.

Il Comitato dei Cittadini Liberi ha inviato una diffida ai consiglieri del comune di Tarquinia, in merito alla deliberazione consiliare del 25 Marzo, che prevede l’approvazione della CONVENZIONE PER LA COSTITUZIONE DEL CONSORZIO TRA I COMUNI DI CIVITAVECCHIA, ALLUMIERE, TOLFA, SANTA MARINELLA leggi tutto